Com’è una lezione di nuova danza egiziana

Ogni lezione di nuova danza egiziana è composta da:

Lavoro a terra: allungamento delle catene muscolari, connessione dei movimenti con il respiro, ricerca dell’asse corporeo e della consapevolezza dei tre volumi del corpo: testa, gabbia toracica, bacino.

Lavoro in piedi: cominciamo a praticare i principi di generazione di movimento e via via li complichiamo arrivando a creare piccole sequenze, sul posto e nello spazio.

Fasi analitiche sono alterate a fasi di imitazione, sintetiche. La parte destra e quella sinistra del cervello sono equamente stimolate e presenti.

Nel gruppo possono essere presenti livelli diversi, le allieve più esperte sono modello per le più nuove, generando anche un apprendimento della danza che richiama la nostra parte bambina, e intuitiva: nelle culture tradizionali spesso l’apprendimento avviene esclusivamente attraverso l’imitazione.

L’accento è posto sulla qualità del movimento e sul fine che è quello di poter danzare in autonomia, variando i movimenti in accordo con la musica e la propria personalità.

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L’aspetto fisico e quello simbolico della NDE

Nella nuova danza egiziana si lavora su due piani:

FISICO

Perché c’è un grosso lavoro sulle gambe e sul pavimento pelvico, che regge e sostiene la danza , un perineo attivo presente e vivo nei movimenti profondi, che collegano le gambe ai muscoli interni del bacino e della colonna.

La parte superiore del corpo, braccia e gabbia toracica, è più passiva e aperta, più ricevente, rispetto alla parte attiva che è quella inferiore.

SIMBOLICO

Perché il corpo  è vissuto in una unità psicofisica, non c’è separazione o isolazione ma continua fluidità   e unità.

La donna che ne deriva è forte e sensuale perché viva e presente nel suo corpo e nel movimento

Per nostra  esperienza, nella danza, il livello simbolico e quello fisico sono sempre integrati.

Il lavoro di danza

Il lavoro di danza è proposto attraverso l’apprendimento e l’elaborazione di quattro fondamentali principi di sviluppo e organizzazione del movimento:

Pendolo:  movimento di integrazione attraverso la curva,  omolaterale. È il modo di muoversi tipico  degli animali che strisciano, il primo livello di evoluzione del movimento attorno alla colonna, il primo movimento attraverso il quale il neonato incomincia a sviluppare il proprio modo di muoversi.

Forbice: è l’integrazione attraverso la linea. È il movimento tipico dei quadrupedi, felini in particolare.

Onda: movimento sul piano saggitale, è il più complesso schema di movimento.

Spirale: movimenti  curvilinei che si arrampicano o discendono attorno a un asse centrale, una delle più antiche forme organiche in cui la natura si  organizza . Ricordiamo l’immagine di un fossile di chiocciola, o la struttura stessa del dna.

Questi principi pemettono di sentire il movimento che cresce da un elemento singolo e diventa via via più complesso, in un concetto di generazione e modulazione della forma, tipico dell’estetica e del sentire autenticamente orientale.

È evidente che nella ricerca in questa tecnica dell’unità, dell’integrazione di ogni singolo elemento del corpo, si cerca l’interezza psicofisica

Questo schema rende più chiaro l’apprendimento dei movimenti, e la ricerca di una danza che integra sempre i movimenti delle gambe e delle braccia… anche se alla fine danzando si passerà incessantemente da un principio all’altro ottenendo sempre un movimento fluido, elastico, generato dal centr, l’asse corporeo. È forte nella nostra ricerca l’dea di allineamento attivo (non statico), di coscienza del proprio baricentro e del proprio asse.