Primavera 2017: si danza!

È primavera e il nostro corpo e il nostro spirito hanno bisogno di liberarsi e sciogliersi.

La soluzione è semplice: nei nostri corsi di Nuova danza egiziana è sempre possibile inserirsi. Non c’è competizione, ma solo gioia di muoversi al ritmo delle percussioni con passi antichi e contemporanei, alla ricerca del nostro centro e della nostra femminilità. In questo 2017, proseguono due percorsi diversi ma complementari:

Ogni 15 giorni, il  venerdì sera a Spazio Oasi, in via Varese 12, a Milano (M2 Moscova), la nostra coreografia alla scoperta del linguaggio contemporaneo è aperta a tutte.

Il mercoledì, ogni 15 giorni, alla Casa delle donne di via Marsala 8 (M2 Moscova) prepariamo una coreografia in stile beledi, dalle 19.30 alle 21. Alla ricerca degli archetipi del femminile.

In entrambi i casi, è possibile verificare la data, prenotarsi (via mail nuovadanzaegiziana@gmail.com ) e saldare la singola lezione. Vi aspetto per danzare… alla primavera!

E se volete saperne di più sulla vostra insegnante… vi segnalo questa intervista su perMilano.it

Come nasce il progetto Nuova danza egiziana

Il progetto Nuova danza egiziana raccoglie insegnanti e allieve che seguono lo stile che fa riferimento alla piattaforma internazionale di danza tanzraum.

Per questo, nel corso dell’anno, si organizzano lezioni settimanali, seminari, seminari intensivi con insegnanti di Tanz Raum (Marie al Fajr e Claudia Heinle, Caroline Chevat), conferenze, spettacoli, seminari di studio.

Nelle nostre lezioni è incoraggiato lo spirito di ricerca sui destini di queste danze: non siamo nate in Egitto e ci chiediamo che senso abbia per noi, qui, avvicinarci a questo repertorio.

Da un lato c’è il rispetto profondo e attento per una cultura differente dalla nostra, dall’altro la consapevolezza di poter generare una modernità, una attualità dentro il repertorio.

Emerge, quindi, il concetto di femminile danzante perché in ogni stile sentiamo emergere un differente archetipo di donna:

Nello stile sha’aby ci viene incontro una donna forte semplice, aperta.

Nel beledi la sofisticatezza del repertorio musicale chiede alla danzatrice di interpretare varie figure, dalla giocherellona, alla saggia, dalla ragazza giovane del villaggio, alla donna più malinconica… si passa continuamente da uno stato emotivo all’altro.

Negli stili classici o di corte il femminile è rappresentato da una donna molto regale e raffinata, elegante ma sempre in contatto con la propria radice tradizionale.

Gli archetipi del femminile che attraversiamo ci aiutano a entrare in una dimensione del nostro pensarci più complessa, alla ricerca di parti di noi dimenticate , da scoprire, valorizzare o semplicemente giocare per il tempo di una danza.

La sensualità è, per noi, danzare con la nostra interezza di emozioni, sentire il rapporto con la musica, lo spazio, gli spettatori.

Quando questa circolarità si verifica, la comunicazione passa incessantemente dal corpo, alla musica agli occhi di chi guarda e sentiamo la sensualità, l’enegia erotica come nient’altro che energia vitale.

A livello fisico si tratta di danzare con il pavimento pelvico presente, elastico in dialogo con tutte le catene muscolari.

La pulsazione primaria della vita e della vitalità caratterizza la pulsazione di tutti i movimenti, una elasticità vitale con accenti espressivi, che è anche la pulsazione vitale presente nella sessualità, nel parto.

La sensualità nella danza è per noi quindi sinonimo di integrità, fisica simbolica ed emotiva.

Siamo lontane da un concetto di seduttività, spesso costruito sul corpo della donna ad uso e consumo di un occhio maschile, o di una società dei consumi.